Sunday, April 22, 2007

cento chiodi tutti spuntati


Forse per rispetto o forse per il fatto che fosse il suo ultimo film dichiarato, la quasi totalità della critica più autorevole si è espressa in termini mirabolanti nei confronti di "Cento chiodi" di Ermanno Olmi, che invece è opera mediocre e decisamente trascurabile. Al di là della vicenda in sè - in cui un professore universitario di tologia interpretato dall'anche bravo Raz Degan, al centro di un'idagine su di uno stranissimo episodio, si trasferisce presso una piccola comunità sulle rive del Po, diventandone una sorta di novello messia -, comunque raccontata con poca incisività, è proprio col tema portante del film che Olmi non riesce a emozionare nemmeno una madre superiora ultranovantenne. Far dire esplicitamente al protagonista che "c'è più verità in una carezza che in tutti i libri mai scritti" o che "le religioni non hanno mai salvato il mondo" è quanto di più scontato e meno sovversivo ci si potesse umanamente inventare. Ora, ci può certamente stare che Olmi, da sempre fieramente cattolico, abbia sentito il bisogno, in questi tempi spiritualmente cupi, di inneggiare un ritorno alle origini della cristianità, fatta di cose semplici e sentimenti puri, lontani dai sempre più irritanti dogmi della Chiesa intesa come istituzione. Ma questo bisogno non fa di "Cento chiodi" un film speciale, soprattutto dopo aver appena visto il bellissimo "In memoria di me", di Saverio Costanzo (questo sì profondamente addentro al dilemma spirito/dogma e di grande modernità), o il capolavoro di Bellocchio del 2002, "L'ora di religione", in cui tutti i delicati temi messi in campo (le azioni dettate dal tornaconto, l'arroganza delle istituizioni, le ambiguità della Chiesa) sono affrontati senza mai scadere nel didascalico e con magistrale costruzione tecnica. I chiodi di Olmi saranno anche cento, ma non sorreggono nulla.

8 Comments:

Blogger pressapoco said...

se era sua intezione reale ritirarsi veramente dal cinema vissuto come regista e protagonista, avrei preferito lo avesse fatto dopo "Il Mestiere delle Armi"... quello davvero una meraviglia per gli occhi e un balsamo per l'anima!
non credo di poter vedere un film che ha come protagonista Raz Degan... no, davvero!
thanx to Morph!

2:41 AM  
Blogger pressapoco said...

intenzione...

2:42 AM  
Blogger diego said...

io lo volevo vedere perchè c'è un mio amico di Chioggia che fa la comparsa... magari concentrandosi sui dettagli per tutto il film, per non farsi scappare la comparsata, me lo potrebbe far apprezzare maggiormente.
Credo che resterò col dubbio, thanx to Morph!

3:29 AM  
Blogger pressapoco said...

quel tuo amico indossa un giubbotto nero di pelle tipo Ramones?

4:34 AM  
Anonymous Anonymous said...

..se lo scopo è solo quello, io aspetterei il passaggio in tv!
i soldi del cinema beviteli!

6:17 AM  
Blogger Kekko said...

minchia mi dispiace. il mestiere delle armi era peso vero. mi è piaciuto molto.

12:07 PM  
Blogger mr.crown said...

cinema minore. sorry.

3:14 PM  
Blogger len said...

pensa che la protagonista femminile (la ragazza del paese) è una mia amica!! io si che ero concentrata solo su di lei.
non mi è dispiaciuto come film.
e poi mi ha promesso che mi porta a mangiare coi vecchi del paese i tortelli!

4:00 AM  

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