Thursday, April 12, 2007

addio, genio


“Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni… Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o l'Inferno”. Kurt Vonnegut parlava così degli scrittori di fantascienza, lui che dalla fantascienza aveva dato avvio a una vita di scrittura al di là dei generi, al di là di tutto, fatta solo di invenzioni meravigliose. Una produzione – e una vita – tutta nel nome dell'intelligenza, del genio e, soprattutto, dell'ironia. Un uomo che dava luce ai tanti angoli bui dell’America. Una voce fuori dal coro. E che allora siano i suoi colossi di “sapienza naturale” a parlare: Ghiaccio nove, Madre notte, La colazione dei campioni, Comica finale, Mattatoio n° 5, fino a Dio la bendica dott. Kevorkian, in cui la morte stessa si trasforma in una qualità, una situazione, un luogo. Addio, Kurt. E grazie di tutto.

4 Comments:

Blogger pressapoco said...

il mio senso dell'intelligenza ringrazia sentitamente quest'uoomo per la grande lezione impartitagli, per alcune risate inattese, per lo stupore e per avergli insegnato che l'immaginazione presto o tardi prenderà il potere...r.i.p.

1:09 PM  
Anonymous dust said...

in una delle sue ultime interviste pubblicate in Italia Vonnegut sornionamente dichiarava che avrebbe voluto citare in giudizio le multinazionali del tabacco perchè pur fumando due pacchetti di sigarette dall'età di 14 anni era ancora vivo nonostante la promessa scritta a chiare lettere che il "fumo provoca la morte"! il suo gioco di rimandi tra realtà e irrealta, la sua fantascienza usata come divertita e divertente satira politica e sociale (non) ci mancherà: se avremo la fortuna di continuare a leggere i suoi romanzi indispensabili. grazie kurt

2:43 AM  
Anonymous punck said...

have a nice trip!

3:33 AM  
Anonymous Hank said...

"Allo scoccare di quelle che a New York erano le 2: 27 p. m. del 13 febbraio di quell’anno, l’Universo ebbe una crisi d’autostima."

(Kurt Vonnegut, "Cronosisma", incipit)

6:42 AM  

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